Sulla strada del silenzio

átopon – Quaderno n. 4/2013 – Edizioni Mythos

INDICE:

  • Centralità del problema dell’ermeneutica
  • L’uomo è una domanda
  • La parola e l’autentico
  • Guardare l’altro
  • Comunicare nell’era della comunicazione
  • L’uomo, desiderio di felicità e infinito
  • L’ermeneutica
  • Il sacrificio della parola
  • Quale ermeneutica?
  • Un’ermeneutica paradossale

Solamente un essere predestinato ha la facoltà di domandare ad un altro: “qual è dunque il tuo tormento?” E non gli è data nascendo. Deve passare per anni di notte oscura in cui vaga nella sventura, nella lontananza da tutto quello che ama e con la consapevolezza della propria maledizione. Ma alla fine riceve la facoltà di rivolgere una simile domanda; nel medesimo istante ottiene la pietra di vita e guarisce la sofferenza altrui.
Simone Weil.

Se pure l’uomo ha per intimo statuto la prerogativa di appartenere alla vita della parola, in ogni caso la disposizione all’ascolto della parola impone una svolta e un salto esistenziale.

Per imparare ad ascoltare, è necessario ascoltare il silenzio da cui scaturisce ogni parola che non sia vuota chiacchera o, peggio, rumore di copertura che ci distragga, che ci eviti di pensare al senso e al destino della vita.