Articoli pubblicati nella Sezione: Itinerari

Illusione

(da La verità e i confini dell’anima, 2007)   Eliade, in una conferenza ginevrina del 1953 (Symbolisme religieux et valorisation de l’angoisse), afferma che il problema dell’essere e del non essere è una caratteristica specifica del pensiero indiano. « Il mondo fisico e la nostra esperienza sono i prodotti dell’illusione cosmica, della mâyâ. Ma questo non significa che non esistono, il mondo non è un miraggio. Il mondo fisico e l’esperienza vitale e psichica individuale esistono, ma unicamente nel tempo; giudicati … Continua la lettura di Illusione

Una vita non è solo una vita

Eraclito B 27 (apud Clemente Al. Stromata4, 144, 2) anthropous menei apothanontas hassa ouk elpontai oude dokeousin «gli uomini una volta morti li aspettano cose che essi non sperano né si rappresentano» (Colli 1980); «when men die there await them what they neither expect nor even imagine» (Marcovich 1966, 20012). * Passo misterico. Ancora un discorso ermetico sull’anima; quand’anche stia parlando del suo romanzo post mortem, le espressioni sono strettamente coperte e adombrano un codice iniziatico. La vita in cui … Continua la lettura di Una vita non è solo una vita

Saggezza orientale e sapere occidentale Ananda K. Coomaraswamy

Orient et Occident e La Crise du Monde moderne sono, a eccezione de L’Homme et son devenir che apparve sotto altri auspici (Londra, Rider, 1928), i primi volumi di una serie in cui tutte le opere del sig. René Guénon già pubblicate in francese appariranno in lingua inglese. Il sig. René Guénon non è un “orientalista”, ma quel che gli Indù chiamerebbero un Guru. Ha vissuto prima a Parigi, ora, da molti anni, in Egitto, dove le sue relazioni sono islamiche.

Il sogno pitagorico

Il sogno pitagorico… forse queste parole descrivono con efficacia la potenza del numero nell’esprimere l’architettura del mondo: c’è un velo di numeri steso su tutte le cose e attraverso il numero le cose parlano di un ordine nascosto. Semplice e profondo.

Matematica e geometria lasciano talvolta stupefatti dello spiraglio che aprono sulla possibilitàdi comprendere ciò che ci circonda; gettando un ponte invisibile tra le capacità ordinatrici del pensiero umano e una multiforme e caotica realtà, aprono la strada a una tra le più sublimi aspirazioni dell’uomo: il tentativo di conoscere che, talvolta, diviene conoscenza.

Astralità erotiche

La produzione di romanzi a carattere erotico-cavalleresco nel mondo bizantino è cospicua, anche se pressoché sconosciuta. La storia d’amore di Beltandro e Crisanza ne è un esempio notevole. Il principe Beltandro, figlio del re di Romania – cioè di Bisanzio – Rodofilo, abbandona la magione avita con altri tre compagni poiché il padre lo ha in uggia, preferendogli il fratello Filarmo.

Che succede alla politica nell’età dello sbandamento?

1 La città si è disfatta Per anni abbiamo respirato un’aria di caldo disfacimento sentendo che offriva quiete e blanda accoglienza. Troppo tardi! Troppo tardi abbiamo scoperto il suo volto di pericolo e che non era nemmeno disfacimento ma l’azione violenta di un dio barbaro che stava ricreando il mondo. Uno spirito negativo e distruttivo si è impossessato delle cose belle e giuste che erano state fatte e le ha stravolte immettendole in una corrente inversa e nera. Dalla grande … Continua la lettura di Che succede alla politica nell’età dello sbandamento?

Il dèmone dell’uomo Il Frammento 119 di Eraclito

Premessa Una frase più criptica di quanto non sembri   ἦθος ἀνθρώπῳ δαίμων – ethos anthropoi daimon – è una massima di Eraclito che l’erudito del V secolo, Stobeo, ha conservato nella sua antologia di insegnamenti antichi. Queste le traduzioni immanentistiche: « il carattere è il dèmone per l’uomo », « il carattere (o l’indole) determina il destino dell’uomo »; « man’s character is his Genius – il carattere dell’uomo è il suo genio » (Marcovich). Ma, per la formula ambivalente e bifronte di Eraclito, riescono riduttive … Continua la lettura di Il dèmone dell’uomo Il Frammento 119 di Eraclito

Tramontare di fronte al dio assente

Premessa Solo un dio ci può salvare Heidegger accettò di essere intervistato da “ Der Spiegel ” nel settembre 1966. Il testo fu pubblicato, peraltro con alcune modifiche non a conoscenza del filosofo, solo dieci anni dopo (31 maggio 1976, XXX, n. 23), a pochi giorni dalla sua morte avvenuta il 26 maggio 1976. Il titolo è il famoso Ormai solo un dio ci può salvare – Nur noch ein Gott kann uns retten. Trascrivo la frase che segue dalla versione effettivamente … Continua la lettura di Tramontare di fronte al dio assente

Discorsi del discernimento Meister Eckhart

(tratto da Lettera e Spirito n. 42) 5. Considera che cosa rende buona la natura e il fondo dell’uomo La ragione per cui la natura e il fondo dell’uomo, dai quali traggono la loro bontà le opere dell’uomo, sono del tutto buoni, è che lo spirito dell’uomo è completamente rivolto a Dio. Impegna ogni tuo sforzo perché Dio divenga grande per te, sì che tutta la tua attenzione e il tuo impegno siano per lui in ogni tuo agire. In … Continua la lettura di Discorsi del discernimento Meister Eckhart

David Bohm e l’indivisa totalità dell’Universo

“Lo spazio non è vacuo. È pieno, opposto al vuoto, ed è il terreno per l’esistenza di ogni cosa. L’universo non è separato da questo mare cosmico di energia” – David Bohm   Cenni biografici David Bohm è stato uno dei fisici teorici più illustri della sua generazione (1917-1992) che ha coraggiosamente sfidato l’ortodossia scientifica del secolo scorso. I suoi interessi si sono estesi ben oltre la fisica, abbracciando anche la biologia, la psicologia, la filosofia, la religione, l’arte e … Continua la lettura di David Bohm e l’indivisa totalità dell’Universo

Per non pensarci

1 Paura del futuro Per non pensarci, l’umanità destoricizza e sociologizza: non c’è storia, c’è solamente il presente. Storia? No, antropologia. Se non c’è passato, non c’è futuro e non ci si pensa. Il mondo è in mano a chi c’è ora. L’uomo può sentirsi il protagonista. Ma l’eterno presente è una caricatura dello illud tempus del mito e l’uomo non è il protagonista, è un narciso patetico dall’ego ipertrofico. L’abolizione del passato non era il principale obiettivo, era un … Continua la lettura di Per non pensarci

La menzogna è il male

  Nel periodo che intercorre tra Omero e Esiodo è avvenuto qualcosa di molto importante nell’autorappresentazione dell’umanità. In Omero gli uomini sono in basso perché sono mortali, creature di un giorno, effimeri, transitori, caratterizzati da fugacità e irrilevanza; si potrebbe dire che sono percepiti sotto la prospettiva del tempo. In Esiodo sono altrettanto in basso, altrettanto mortali, ma perché sono cattivi, preda della malvagità, della protervia, della ybris. Qui il carattere essenziale è rovesciato rispetto a Omero, essi sono mortali … Continua la lettura di La menzogna è il male

I fatali inciampi dell’ambizione per il potere

La più insidiosa contraddizione cova in agguato là dove non ce l’aspetteremmo. Correntemente crediamo che eroe e imperium si connettano in un rapporto tanto stretto e necessario da non potersi dare l’uno senza la corona dell’altro e che, in breve, il dominio universale (l’imperium) competa al tipo dell’eroe per immancabile premio. Nulla di più tragicamente erroneo. L’imperium è una tentazione tanto seducente quanto esiziale per l’eroe. L’eroe autentico sorge dal più assoluto disprezzo per il tempo, la durata, la terra, … Continua la lettura di I fatali inciampi dell’ambizione per il potere

Sulla loquacità

  (tratto da Lettera e Spirito n. 41) Plutarco   Plutarco (Cheronea, Beozia, 50 d.C. – 120 d.C.) fu discepolo ad Atene del platonico Ammonio, ricoprì diversi incarichi politici a Sparta, Alessandria e in Asia; fu più volte a Roma dove, divenuto cittadino romano, gli fu conferita da Traiano la dignità consolare e da Adriano quella di suo ambasciatore in Grecia. Il coronamento della sua vita fu il sacerdozio al tempio di Delfi, incarico che ricoprì nell’ultimo ventennio della sua vita … Continua la lettura di Sulla loquacità

L’entanglement e il Grande Orologiaio

Entanglement, intrico. Nel 1935 Schrödinger chiamò con questo nome un fenomeno di correlazione istantanea fra particelle che non erano in contatto diretto. Una correlazione « senza » interazione. Determinati mutamenti di una particella si osservavano istantaneamente in un’altra senza che fra le due fosse intervenuto alcun contatto. Il fenomeno rese impellente un riesame dei principi della teoria quantistica, vale a dire dei fondamenti della visione della realtà elaborata dalla scienza. 1 Sarebbe da verificare se nella nozione dell’entanglement non si riaffacci l’antica … Continua la lettura di L’entanglement e il Grande Orologiaio