Articoli con parola-chiave: Eraclito

Il dèmone dell’uomo Il Frammento 119 di Eraclito

Premessa Una frase più criptica di quanto non sembri   ἦθος ἀνθρώπῳ δαίμων – ethos anthropoi daimon – è una massima di Eraclito che l’erudito del V secolo, Stobeo, ha conservato nella sua antologia di insegnamenti antichi. Queste le traduzioni immanentistiche: « il carattere è il dèmone per l’uomo », « il carattere (o l’indole) determina il destino dell’uomo »; « man’s character is his Genius – il carattere dell’uomo è il suo genio » (Marcovich). Ma, per la formula ambivalente e bifronte di Eraclito, riescono riduttive … Continua la lettura di Il dèmone dell’uomo Il Frammento 119 di Eraclito

L’entanglement e il Grande Orologiaio

Entanglement, intrico. Nel 1935 Schrödinger chiamò con questo nome un fenomeno di correlazione istantanea fra particelle che non erano in contatto diretto. Una correlazione « senza » interazione. Determinati mutamenti di una particella si osservavano istantaneamente in un’altra senza che fra le due fosse intervenuto alcun contatto. Il fenomeno rese impellente un riesame dei principi della teoria quantistica, vale a dire dei fondamenti della visione della realtà elaborata dalla scienza. 1 Sarebbe da verificare se nella nozione dell’entanglement non si riaffacci l’antica … Continua la lettura di L’entanglement e il Grande Orologiaio

Perché la verità è la verità

Il problema della verità non nasce dall’esigenza di una fondazione intrinseca. Il mito di una fondazione intrinseca è moderno e sorge da un abbaglio. Ciò si dovrebbe intuire fin dalla prima formula della fondazione intrinseca o autogiustificazione che è quella dell’autoevidenza. L’autoevidenza viene presentata come un imporsi da sé con immediatezza, mentre è proprio l’evidente a contenere dietro di sé il dèmone che lo rende stringente e fascinoso.  * Dall’inizio, la verità è vera in forza dell’autorità della fonte che … Continua la lettura di Perché la verità è la verità

Il sole di Eraclito

INDICE: I frammenti del sole Premessa – Bacili e flauti in cielo Contro l’idolatria Trasformazioni del fuoco Il solstizio d’inverno Il risorgere del sole Un’idea dei misteri Il simbolo del piede Piede, cammino, danza Anima astrale Sole levante in corsa Avvicinamento Conclusione Riassumendo Un dossografo del primo secolo, Aezio, riferisce che per Eraclito il sole ha le dimensioni di un piede umano. Il sole–piede ha imbarazzato gli studiosi e li ha costretti ad assurde acrobazie. Eppure Aezio ha riferito con … Continua la lettura di Il sole di Eraclito

Psicanalisi, etica, eudaimonía

Il viandante che entra nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma e arriva in fondo alla navata sinistra alla Cappella Contarelli può vedere nella Conversione di Matteo come un grande Caravaggio abbia raffigurato il fatto che l’uomo più semplice e preso da un giro assolutamente materiale possa scoprire che nella sua vita entra una dimensione più alta, una parola che lo invita a riconoscere che egli può volgersi a un’appartenenza che va oltre la sua piccola occupazione e identità quotidiana. … Continua la lettura di Psicanalisi, etica, eudaimonía

La nascita dell’uomo Eroi e mistici nella Grecia antica

Dagli atti del Convegno "Figure archetipali - Tracce sui sentieri dell'uomo"
Bracciano 3-4 ottobre 2009

1 L’origine dell’umanità mortale Presso i greci antichi la questione della nascita dell’uomo si formula paradossalmente nei termini della questione della nascita della morte. Dato che l’uomo viene pensato come colui che essenzialmente muore, il pensiero della natura dell’uomo equivale al pensiero della natura della morte. Questa saldatura fa sì che il significato della morte prenda risalto, reciprocamente, dal significato della nascita. Per questa ragione non esiste e non può esistere né un’antropologia né un’antropogonia a sé e il racconto … Continua la lettura di La nascita dell’uomo Eroi e mistici nella Grecia antica

Dagli atti del Convegno “Figure archetipali – Tracce sui sentieri dell’uomo”
Bracciano 3-4 ottobre 2009

Il cristianesimo e il dolore

Indichiamo alcuni paragrafi di riflessione sul tema del cristianesimo tratti dal saggio Estremadura di Giuseppe Lampis 16 Il mondo è il riflesso della sofferenza dell’uomo. Solo l’uomo che soffre ha un mondo. Nel mondo l’uomo ritrova la rappresentazione delle proprie sofferenze. Esteriorità, storia, tempo sono espressioni di un dramma sviluppatosi nella interiorità. L’aprirsi della esteriorità, l’inizio del tempo, l’avvio della storia dipendono da esso e pertanto la interiorità precede e fonda tempo, spazio e storia. Però bisogna intendere che si tratta non … Continua la lettura di Il cristianesimo e il dolore

Realtà e apparenza

La tragedia dell’apparenza La profonda consonanza e unità di tragedia e filosofia iniziale sta nell’avvento della distinzione tra realtà e apparenza. Che cosa questa distinzione voglia dire per i primi filosofi, sia per gli jonici sia per Parmenide ed Eraclito, sappiamo; nella tragedia di Eschilo la distinzione– opposizione riguarda il movente dell’agire umano e la radice della decisione tra giustizia (che è la realtà vera per l’uomo nuovo, Snell 162, v. bibl.) e convenzioni consuetudinarie. Questa distinzione– opposizione è irreversibile. Lo scivolamento dell’apparire … Continua la lettura di Realtà e apparenza

Il dèmone di Empedocle (dal Quaderno 2006: "Empedocle. Una metafisica della colpa")

Si parla di dèmoni in associazione alle «anime» che nascono e in particolare in associazione ai colpevoli puniti per decreto divino. Ebbene, di che cosa sono fatte queste anime o questi dèmoni che sopravvivono alle molte particolari combinazioni viventi cui ineriscono e in cui abitano, dato che nel poema fisico si afferma che tutto è fatto solo di elementi materiali mischiati e dissolti?   Inoltre, perché la pena si sconta nei passaggi? Qui si pone il problema del rapporto tra … Continua la lettura di Il dèmone di Empedocle (dal Quaderno 2006: “Empedocle. Una metafisica della colpa”)

Eraclito, l’uomo nella notte (frammento 26)

1 Il testo del frammento 26, citato da Clemente in Stromateis IV, 141, è parecchio tormentato, ma il restauro di Wilamowitz non è stato modificato in modo convincente e definitivo dalle correzioni e espunzioni che si sono succedute a opera dei vari grecisti. Le traduzioni in genere non si differenziano granchè, il punto critico essendo piuttosto il senso della frase il quale, come spesso accade in Eraclito, coinvolge l’interpretazione d’insieme. Ne trascrivo alcune, a titolo d’esempio delle oscillazioni. Diano: «L’uomo accende a … Continua la lettura di Eraclito, l’uomo nella notte (frammento 26)

Invidia e adulazione

  Uno scrittore di cronache, girando attorno alle difficoltà dei giovani a piazzarsi nel mondo, per caso ha rievocato la vicenda di una donna di modesta nascita che aveva acquistato una prestigiosa posizione nell’Italia dell’ultimo quarto del 900. Uomini illustri nella politica, nell’industria, nell’arte furono allora sotto il suo influsso; divenuta musa e consigliera ascoltata e seguita, il suo parere aveva fatto la fortuna o la sfortuna di ministri, stilisti, artisti, attori e imprenditori. Potremmo ripetere la sempre valida boutade … Continua la lettura di Invidia e adulazione

Maschera e daimon (da àtopon Vol. IV)

1. Potenza della maschera Uno dei fenomeni più caratteristici dell’epoca in cui viviamo consiste nella disinvolta diffusione dell’uso di maschere e mascheramenti. Invece di essere circoscritto e attualizzato in un tempo e in uno spazio speciali, l’uso di maschere viene banalizzato quotidianamente. Donne e uomini di questa epoca celebrano, grazie anche a questo presuntuoso maneggio di un oggetto molto misterioso, un arrogante trionfo del proprio potere soggettivo. Ma, così facendo, essi divengono potenti effettivamente? Al contrario, la maschera indossata senza … Continua la lettura di Maschera e daimon (da àtopon Vol. IV)

Osceno e Sacro Un enigmatico frammento di Eraclito
Trasformare l’osceno per trasformare la morte

Leggiamo il frammento 15 di Eraclito: «Se non fosse che per Dioniso fanno la processione e cantano l’inno alle parti oscene, la farebbero oltremodo spudorata, ma uno stesso sono Ade e Dioniso per il quale vivono la possessione e danzano freneticamente.» Se non fosse che lo fanno per Dioniso sarebbe una grave infrazione: Dioniso impedisce che vada così perché esso è Ade. Questo i più non lo capiscono. E in effetti non lo capiamo nemmeno noi. Per quale ragione mai … Continua la lettura di Osceno e Sacro Un enigmatico frammento di Eraclito
Trasformare l’osceno per trasformare la morte

Immortali mortali Trasformazioni di uomini e dei

(da átopon Vol. V)

  Immortali mortali, mortali immortali, viventi nella morte di quelli, ma, nella vita di quelli, morti. Premessa Secondo il pensiero tradizionale, gli avvenimenti dei primordi non appartengono ad un tempo perduto ed esaurito; al contrario, essi raggiungono il presente condizionandolo e determinandolo in modo decisivo. Una tale idea vuole indicare che le cose accadute in illo tempore rappresentano il vero senso riposto della situazione dell’uomo presente. Mosse da questa credenza, varie culture hanno sentito con particolare acutezza il bisogno di cimentarsi nel … Continua la lettura di Immortali mortali Trasformazioni di uomini e dei

(da átopon Vol. V)