Tutti gli articoli di Giuseppe Lampis

Che succede alla politica nell’età dello sbandamento?

1 La città si è disfatta Per anni abbiamo respirato un’aria di caldo disfacimento sentendo che offriva quiete e blanda accoglienza. Troppo tardi! Troppo tardi abbiamo scoperto il suo volto di pericolo e che non era nemmeno disfacimento ma l’azione violenta di un dio barbaro che stava ricreando il mondo. Uno spirito negativo e distruttivo si è impossessato delle cose belle e giuste che erano state fatte e le ha stravolte immettendole in una corrente inversa e nera. Dalla grande … Continua la lettura di Che succede alla politica nell’età dello sbandamento?

Il dèmone dell’uomo Il Frammento 119 di Eraclito

Premessa Una frase più criptica di quanto non sembri   ἦθος ἀνθρώπῳ δαίμων – ethos anthropoi daimon – è una massima di Eraclito che l’erudito del V secolo, Stobeo, ha conservato nella sua antologia di insegnamenti antichi. Queste le traduzioni immanentistiche: « il carattere è il dèmone per l’uomo », « il carattere (o l’indole) determina il destino dell’uomo »; « man’s character is his Genius – il carattere dell’uomo è il suo genio » (Marcovich). Ma, per la formula ambivalente e bifronte di Eraclito, riescono riduttive … Continua la lettura di Il dèmone dell’uomo Il Frammento 119 di Eraclito

Tramontare di fronte al dio assente

Premessa Solo un dio ci può salvare Heidegger accettò di essere intervistato da “ Der Spiegel ” nel settembre 1966. Il testo fu pubblicato, peraltro con alcune modifiche non a conoscenza del filosofo, solo dieci anni dopo (31 maggio 1976, XXX, n. 23), a pochi giorni dalla sua morte avvenuta il 26 maggio 1976. Il titolo è il famoso Ormai solo un dio ci può salvare – Nur noch ein Gott kann uns retten. Trascrivo la frase che segue dalla versione effettivamente … Continua la lettura di Tramontare di fronte al dio assente

Per non pensarci

1 Paura del futuro Per non pensarci, l’umanità destoricizza e sociologizza: non c’è storia, c’è solamente il presente. Storia? No, antropologia. Se non c’è passato, non c’è futuro e non ci si pensa. Il mondo è in mano a chi c’è ora. L’uomo può sentirsi il protagonista. Ma l’eterno presente è una caricatura dello illud tempus del mito e l’uomo non è il protagonista, è un narciso patetico dall’ego ipertrofico. L’abolizione del passato non era il principale obiettivo, era un … Continua la lettura di Per non pensarci

La menzogna è il male

  Nel periodo che intercorre tra Omero e Esiodo è avvenuto qualcosa di molto importante nell’autorappresentazione dell’umanità. In Omero gli uomini sono in basso perché sono mortali, creature di un giorno, effimeri, transitori, caratterizzati da fugacità e irrilevanza; si potrebbe dire che sono percepiti sotto la prospettiva del tempo. In Esiodo sono altrettanto in basso, altrettanto mortali, ma perché sono cattivi, preda della malvagità, della protervia, della ybris. Qui il carattere essenziale è rovesciato rispetto a Omero, essi sono mortali … Continua la lettura di La menzogna è il male

I fatali inciampi dell’ambizione per il potere

La più insidiosa contraddizione cova in agguato là dove non ce l’aspetteremmo. Correntemente crediamo che eroe e imperium si connettano in un rapporto tanto stretto e necessario da non potersi dare l’uno senza la corona dell’altro e che, in breve, il dominio universale (l’imperium) competa al tipo dell’eroe per immancabile premio. Nulla di più tragicamente erroneo. L’imperium è una tentazione tanto seducente quanto esiziale per l’eroe. L’eroe autentico sorge dal più assoluto disprezzo per il tempo, la durata, la terra, … Continua la lettura di I fatali inciampi dell’ambizione per il potere

La perfidia dell’arciere divino Il frammento 48 di Eraclito

INDICE: Premessa – Abstract I – il nome giusto Il nome dell’arco Nome e divenire Orthotes del nome Nascita e dissoluzione Il dio dell’ecstasi II – Rivelazione di parole e opere La corda e l’arciere La vita è un’arma di morte Inganno? Spiegare nomi e opere Linguaggio cifrato III – I misteri del dio del pensiero Il mistero dell’arco La perfidia dell’arciere divino Leggendo il Cratilo Genesis e samsâra Conoscere i nomi è demonico Conclusione Nomi e profumi   L’arco ha … Continua la lettura di La perfidia dell’arciere divino Il frammento 48 di Eraclito

L’entanglement e il Grande Orologiaio

Entanglement, intrico. Nel 1935 Schrödinger chiamò con questo nome un fenomeno di correlazione istantanea fra particelle che non erano in contatto diretto. Una correlazione « senza » interazione. Determinati mutamenti di una particella si osservavano istantaneamente in un’altra senza che fra le due fosse intervenuto alcun contatto. Il fenomeno rese impellente un riesame dei principi della teoria quantistica, vale a dire dei fondamenti della visione della realtà elaborata dalla scienza. 1 Sarebbe da verificare se nella nozione dell’entanglement non si riaffacci l’antica … Continua la lettura di L’entanglement e il Grande Orologiaio

Greci e Cristiani

  Sarà proprio vero che l’ellenizzazione del cristianesimo ha frenato la sua potenza espressiva e ne ha soffocato la spinta religiosa? Con un simile giudizio si presenta una disposizione polemica verso quella che in effetti fu la sistemazione concettuale della dottrina cristiana, sistemazione la quale avrebbe prodotto l’esito di raggelare il calore della fede primitiva e di trasformare il dio vivente in un dio da teologi o da filosofi. Eppure, non possiamo non chiederci cosa resterebbe alla fine dell’architettura del … Continua la lettura di Greci e Cristiani

Alienazioni

  Il problema nasce in cielo Nel Fedro emerge che la vita terrena dovrà riequilibrare un’alterazione metafisica. La creazione si presenta squilibrata per una legge necessaria e deve essere completata. (La questione è ben chiarita da Léon Robin nella Notice premessa alla sua traduzione del 1933.) Nel racconto mitico di Platone, le anime – ognuna un cocchio alato con un auriga e due cavalli dal carattere contrastante – corrono in alto, sopra il cielo (nell’iper–uranio), oltre il limite del cosmo … Continua la lettura di Alienazioni

Sull’Eroe Il dèmone della morte iniziatica

INDICE: Abstract Eroe greco Eroe e non essere Folgore Orfismo Combattere con gli dèi Trasvalutazione in Parmenide L’eroe e la Madre Le prove dell’eroe Il destino dell’eroe Veglianti custodi Il capro   La parola greca heros, eroe, nomina l’uomo straordinario che attraverso una dura iniziazione ha affrontato con coraggio il prezzo per lo stato di non–morte: il sacrificio di sé. Morire è un privilegio di natura divina che spaventa. Per questo, trapassando, ha acquistato uno speciale potere di influsso.  Gli … Continua la lettura di Sull’Eroe Il dèmone della morte iniziatica

Immagini: illusioni o realtà

I poeti e gli scrittori più fini ci fanno capire bene che la vita effettiva consiste in un denso vibrante impasto di immagini. Dato che le cose stanno così, è stato facile credere che dominare le immagini equivalga a dominare la vita. Le immagini non sono però esangui fantasmi senza consistenza, non sono materiale cedevole; al contrario costituiscono un continuum spesso, un pieno multidimensionale in cui spazio e tempo, suoni e sapori, emozioni e pensieri confluiscono senza distinzioni. Esse sono … Continua la lettura di Immagini: illusioni o realtà

Paride deve scegliere la più bella

  Discordia lancia in mezzo al banchetto degli dèi riuniti per le nozze della prima coppia umana un pomo d’oro da assegnare alla più bella. Tre dee meravigliose e potentissime, Era Afrodite Atena, si fanno avanti. Nessun dio osa fare da arbitro, Zeus decide di coinvolgere Paride e fa accompagnare da Ermes dinnanzi a lui le tre contendenti. Già la circostanza che per la missione occorra Ermes ci mette sull’avviso, il luogo del giudizio è lontano di una lontananza speciale … Continua la lettura di Paride deve scegliere la più bella

Il santuario di Monte Prama
nel Sinis

(Anticipiamo un breve capitolo del volume di Giuseppe Lampis, prossimo eBook di átopon, sul tema del rapporto degli uomini con il problema della fine nell’ethos non moderno.)   Le statue dissepolte a Monte Prama nel deserto sardo del Sinis sono i dèmoni veglianti di cui in Esiodo e in Eraclito. Sono i custodi guerrieri che guardano, vittoriosi sul sonno; lo scultore ha messo in evidenza la loro peculiare identità negli occhi dal duplice cerchio. Con loro entra un’altra prova (dopo … Continua la lettura di Il santuario di Monte Prama
nel Sinis