Tutti gli articoli di Giuseppe Lampis

Borges, le rose e Aristotele

I morti appartengono a una sfera separata e lontana, il passato. Riguarda altri, non noi.Come potrebbe darsi, allora, che un presente e vivo abbia la sorte di trovarsi lì, oltre il confine della realtà in atto, nell’aldilà, pur avendo ora l’essenza di vivo? Come potrebbe accadere che un vivo e presente finisca per entrare in un quel tempo sprofondato e appartenere ad esso in un modo essenziale, non essendo più quello che pur è, ora?

Giovani

  1 I terzoliceisti erano i più grandi. Scendevano quindi per ultimi; noi aspettavamo giù nell’atrio che arrivassero. Lì era già tutto un brusio disordinato e festoso di quelli che spingevano e sciamavano in giro. Non c’era da perdere tempo nell’attesa perché la meccanica dell’uscita era scorrevole quanto quella dell’entrata. C’era un intervallo fra gli altri e i terzoliceisti che pareva e credo fosse davvero più netto, perché loro avevano gli esami e indugiavano un poco oltre il suono perentorio … Continua la lettura di Giovani

In origine, uomini e dèi e il male

In origine, uomini e dèi vivevano insieme e appartenevano allo stesso ordine di realtà. Ognuno degli dèi, e degli uomini che ne condividevano la sorte, rappresentava un aspetto eterno e necessario del tutto. Non è chiaro da quale speciale angolazione gli uomini riflettessero l’intero universo, né attraverso quale elemento costitutivo lo richiamassero; qualcuno sospetta che gli uomini riassumessero l’intero universo attraverso una forza che aveva lo speciale potere di annientarlo e di cambiarlo. Il sospetto è nato dal fatto che … Continua la lettura di In origine, uomini e dèi e il male

Dio è morto ma non c’era solo lui

Fine della storia, nuda verità, morte di Dio, eclisse dell’essere, schianto del mondo, liquefazione… queste le diagnosi di Hegel, Leopardi, Nietzsche, Heidegger, Pound, Bauman. Diagnosi formulate sul ciglio dell’eone. Ma di che parlano, essi e gli altri visionari? Che scorgono oltre les anciens parapetsd’Europa? * Angelus Silesius (1657) proponeva con sintesi bruciante che come l’uomo è in Dio così Dio è nell’uomo, tanto che se l’uomo si annulla «Dio non può vivere neppure un attimo». Ora, per la coincidenza, vale … Continua la lettura di Dio è morto ma non c’era solo lui

Illusione

(da La verità e i confini dell’anima, 2007)   Eliade, in una conferenza ginevrina del 1953 (Symbolisme religieux et valorisation de l’angoisse), afferma che il problema dell’essere e del non essere è una caratteristica specifica del pensiero indiano. « Il mondo fisico e la nostra esperienza sono i prodotti dell’illusione cosmica, della mâyâ. Ma questo non significa che non esistono, il mondo non è un miraggio. Il mondo fisico e l’esperienza vitale e psichica individuale esistono, ma unicamente nel tempo; giudicati … Continua la lettura di Illusione

Una vita non è solo una vita

Eraclito B 27 (apud Clemente Al. Stromata4, 144, 2) anthropous menei apothanontas hassa ouk elpontai oude dokeousin «gli uomini una volta morti li aspettano cose che essi non sperano né si rappresentano» (Colli 1980); «when men die there await them what they neither expect nor even imagine» (Marcovich 1966, 20012). * Passo misterico. Ancora un discorso ermetico sull’anima; quand’anche stia parlando del suo romanzo post mortem, le espressioni sono strettamente coperte e adombrano un codice iniziatico. La vita in cui … Continua la lettura di Una vita non è solo una vita